Limit (Frank Schätzing)


Lo ammetto, amo i mattoni!!
No,
con mattone non intendo
il prodotto in materiale ceramico a pasta porosa,
ma, intendo,
quei libri da 400 pagine in su,
meglio ancora se vanno oltre le 600.
I romanzi di Frank Schätzing
soddisfano appieno questa mia esigenza.
Se poi aggiungiamo il fatto,
che il tedesco in questione
oltre ad essere veramente bravo,
ha anche idee veramente originali,
ecco che i suoi scritti diventano per me irresistibili.

Fin da quando ho letto Il quinto giorno,
ho capito che ogni qual volta avrei visto
una delle sue inconfondibili copertine,
non avrei resistito all’impulso di acquistarne
il libro che ricoprivano.

Con Limit è successo esattamente così!
La libreria che frequento abitualmente,
quella dove mi piace andare tra le 2 e le 3 del pomeriggio,
in quei giorni che non ho nulla da fare,
quando il semplice respirare l’odore della carta stampata
mi rimette in pace con il mondo,
questa libreria dicevo…
è strutturata in modo che i libri,
quando riesci a trovarli, ti sembreranno un tesoro.

Limit era lì, nascosto tra un Clive Cussler
ed un Wilbur Smith, nella sezione avventura.
La luna riflessa dell’indaco della un po’ più lontana Terra,
sospesa sullo sfondo magnificamente nero della sua copertina,
mi si è rivelata timidamente.
L’acquisto è stato immediato,
le sue 1370 pagine nelle mie mani,
pesavano di promesse da mantenere.

L’inizio di un nuovo libro
è per me un rituale dal significato quasi mistico,
comincio sempre dalla copertina: fronte e retro,
la osservo, la accarezzo, la studio, la memorizzo…
poi passo alla seconda ed alla quarta,
leggo le informazioni dell’autore ( anche se di lui o lei so già tutto),
leggo il riassunto della trama…
poi guardo la casa editrice, quando è stato stampato
ed il numero di pagine che mi aspettano…
riguardo di nuovo la copertina
e solo a quel punto inizio a leggere.
TRAMA (dalla copertina)

Orley Space Station (OSS), 2 agosto 2024.
Vic Thorn ha pochi secondi di vita.
Stava riparando lo Shuttle che doveva portarlo sulla Luna,
quando un braccio meccanico lo ha colpito, scagliandolo nel vuoto.
Mentre fluttua verso il buio della morte,
Vic comprende che il suo segreto si perderà con lui nello spazio infinito…

Isla de las Estrellas, oceano Pacifico, 19 maggio 2025.
Il miliardario Julian Orley è un uomo che realizza sogni.
È sua l’OSS, una grandiosa stazione spaziale.
È suo l’ascensore che la collega alla Terra.
Ed è suo il Gaia Hotel, il primo,
lussuosissimo albergo costruito sulla Luna,
in cui ospiterà alcune persone tra le più ricche e influenti del mondo,
per offrire loro un’esperienza unica.
Un viaggio che però non è soltanto una mossa propagandistica.
Orley è infatti alla ricerca di finanziamenti per il suo progetto più ambizioso:
estrarre e trasportare sulla Terra l’elio-3, una fonte di energia pulita
e pressoché illimitata che si ricava dalla polvere lunare.
Shanghai, Cina, 25 maggio 2025.
Ormai da due giorni Chén Hóngbing non ha notizie di sua figlia Yoyo.
Così si rivolge al detective Owen Jericho,
chiedendogli d’indagare con la massima discrezione.
Tuttavia quella che sembra una “semplice”
scomparsa si rivela ben presto la prima tessera
di un mosaico che si estende dall’Estremo Oriente agli Stati Uniti,
dall’Europa fino al cuore segreto dell’Africa.
Un mosaico che, se completato,
rivelerebbe un piano che minaccia non solo il futuro della Terra,
ma pure quello della Luna…
Questo è quello che troveremo scritto
sulla seconda di copertina ed è un bel riassuntino certo,
e potrà suscitare curiosità ed interesse verso molti,
io però penso che c’è molto di più.

Frank Schätzing
è un abile alchimista della parola,
mescola luoghi, fatti, storie e persone
e ne fa uscire fuori romanzi di tutto rispetto.
Si documenta, studia, cerca conferme,
diventa meticoloso nelle sue descrizioni tecniche,
a volte barboso e pedante,
ma,
mai banale,
mai si ha quella sensazione di deja vu
che spesso mi porta a giudicare male altri suoi colleghi.
Milletrecentosettanta pagine,
debbono per forza di cosa nascondere al loro interno
delle “stanche”, quelle pause che si trascinano e che io
chiamo di riempimento,
solo che, con Frank Schätzing,
non sono mai votate solo a questo,
spesso diventano preludi ad altro,
introduzioni a momenti carichi di pathos e di tensione.

I luoghi,
sono sempre altri…
La luna prima di tutto,
lontana ma meno sconosciuta
una promessa, una speranza, il futuro.

L’America
vecchia nel suo conservatorismo,
imbrigliata in sogni chiusi dalla paura di rompere equilibri
antichi quanto lei stessa.
La Cina
in essa l’azione, la frenesia, il movimento.

L’Africa
violenta, madre e padre,
passato e presente.
E poi la tecnologia,
tra fantascienza e realtà,
tra presente e futuro,
tra ciò che è e ciò che potrà essere,
io la definisco in diventando:
perché al momento non è,
ma in futuro è molto probabile che lo sia!!

E poi amo l’idea…
quella che è alla base del libro,
il sogno di un mondo migliore,
la scelta di vederlo in un modo diverso
senza spogliarlo della sua essenza
e delle sue diversità.
Se mille pagine non vi incutono timore,
allora non perdetevelo.

Alla prossima
Nino P.

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